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Texture e pattern

  • comunicazione832
  • 3 giu
  • Tempo di lettura: 2 min

Nel lavoro di AND Studio Architects il tema della texture e del pattern non rappresenta un semplice elemento decorativo, ma diventa uno strumento progettuale capace di costruire identità, luce, materia e relazione con il contesto. Ogni superficie viene concepita come un dispositivo architettonico in grado di trasformare la percezione dello spazio e definire il carattere dell’edificio attraverso il rapporto tra pieni e vuoti, trasparenze, ombre e profondità.



Nel progetto della banca a Bientina la ricerca si concentra sul corten, utilizzato come materiale vivo e mutevole. L’ossidazione naturale del metallo genera una superficie materica che cambia nel tempo, registrando luce, pioggia e usura atmosferica. Il pattern nasce dalla modularità delle lastre e dalle variazioni cromatiche del materiale, trasformando la facciata in una pelle vibrante e profonda.



Il corten conferisce all’edificio un carattere istituzionale ma allo stesso tempo contemporaneo, dove la materia racconta il passare del tempo e costruisce un dialogo con il contesto industriale e produttivo del territorio.



Nella villa privata di San Miniato il progetto nasce da una riflessione sulla materia e sulla memoria costruttiva toscana. Il mattone viene reinterpretato come elemento contemporaneo attraverso una composizione porosa e irregolare che filtra la luce e crea differenti livelli di permeabilità visiva.



Il pattern murario non è mai statico: le aperture all’interno della tessitura costruiscono vibrazioni luminose, giochi di ombre e una continuità tra architettura e paesaggio. La parete diventa così un filtro climatico e percettivo, capace di dialogare con il verde e con la dimensione domestica dell’abitare.



Questa ricerca raggiunge una nuova dimensione nel progetto della Nuova Sartoria Giuntini S.p.A. – Gruppo Florence a Peccioli, dove la facciata viene concepita come un vero e proprio tessuto architettonico. Attraverso un processo parametrico, AND Studio realizza un pannello prefabbricato traforato che interpreta il tema della trama e dell’ordito tipico della sartoria.



Le perforazioni pseudo-organiche filtrano la luce naturale e trasformano il volume superiore in una massa bianca sospesa sopra la trasparenza dei livelli inferiori.



Durante il giorno il pattern costruisce profondità e vibrazione luminosa; nelle ore serali l’edificio si trasforma in una grande lanterna urbana, rendendo la facciata un elemento simbolico e comunicativo legato all’identità produttiva dell’azienda.



Nel Palazzo San Jacopo a Lucca il tema del pattern si traduce invece in un sistema di brise-soleil architettonici che ridefiniscono il rapporto tra interno ed esterno. Gli elementi verticali costruiscono una nuova profondità spaziale e regolano la luce naturale all’interno della corte. Il filtro diventa parte integrante dell’esperienza architettonica: non solo schermatura tecnica, ma elemento atmosferico capace di generare ritmo, ombra e percezione dinamica dello spazio. La luce attraversa il sistema creando una sequenza mutevole di trasparenze e densità, trasformando l’architettura in un organismo sensibile alle variazioni della giornata.



Attraverso questi progetti, AND Studio sviluppa una ricerca coerente sul tema della superficie come elemento attivo dell’architettura: una pelle capace di unire tecnica, materia, identità e luce in un unico linguaggio contemporaneo.

 
 
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