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Un'architettura che scompare nel paesaggio

  • comunicazione832
  • 1 lug
  • Tempo di lettura: 1 min

Nel cuore delle Colline Pisane, il progetto per il nuovo annesso agricolo nasce da un principio semplice: costruire il meno possibile sul paesaggio, lasciando che sia il paesaggio stesso a definire l'architettura. Il nuovo edificio non rappresenta un elemento estraneo, ma una naturale evoluzione dell'organizzazione agricola storica del luogo, accompagnando la crescita dell'azienda e la diversificazione delle produzioni, dall'olivicoltura all'orticoltura fino alla nuova attività apistica.



La scelta progettuale più significativa è quella di inserire il volume quasi completamente nel pendio esistente. La copertura inerbita restituisce continuità al terreno, mentre l'accesso avviene dal lato valle, sfruttando il naturale dislivello senza ricorrere a importanti movimenti di terra. In questo modo il manufatto riduce il proprio impatto visivo e mantiene intatta la percezione panoramica delle colline circostanti.



Anche il linguaggio architettonico dialoga con la tradizione rurale toscana. Il rivestimento in muratura di pietra e laterizio riprende i muri di contenimento tipici del territorio, mentre le aperture ad arco reinterpretano in chiave contemporanea gli elementi costruttivi storici, creando un edificio essenziale ma fortemente radicato nel contesto.

Il progetto non riguarda soltanto il nuovo edificio, ma l'intero sistema paesaggistico. La vegetazione esistente viene conservata e valorizzata, il reticolo idraulico viene mantenuto, la viabilità rurale è integrata con minimi interventi e le nuove sistemazioni esterne rafforzano il rapporto tra architettura, coltivazioni e paesaggio. L'obiettivo è preservare l'identità agricola del luogo, migliorandone al tempo stesso funzionalità e qualità ambientale.



Il risultato è un'architettura che non cerca di imporsi, ma di appartenere al territorio: un'infrastruttura produttiva contemporanea che interpreta il paesaggio come materiale di progetto e dimostra come innovazione agricola, sostenibilità e qualità architettonica possano convivere in un unico intervento.

 
 
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