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Crastan Center

  • comunicazione832
  • 5 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

La ristrutturazione dell’ex edificio Crastan rappresenta un intervento di trasformazione urbana capace di restituire centralità e nuova identità a un luogo storico, reinterpretandolo come polo multifunzionale contemporaneo. Dopo una prima fase di demolizione selettiva, il progetto si concentra sulla rifunzionalizzazione dell’edificio esistente, articolando funzioni diverse all’interno di un impianto unitario e riconoscibile.



Il nuovo assetto prevede al piano terra uno spazio commerciale destinato a una media struttura di vendita, mentre il primo e secondo piano accolgono uffici e ambienti a uso direzionale. Questa stratificazione funzionale consente all’edificio di tornare a essere un luogo attivo durante tutto l’arco della giornata, rafforzando il rapporto con lo spazio pubblico e con il tessuto urbano circostante.



Uno dei temi centrali del progetto è il dialogo tra memoria storica e linguaggio architettonico contemporaneo. I piani superiori conservano infatti la sagoma e il volume dell’edificio storico originario, mantenendo leggibile l’impianto preesistente. Al piano terra, invece, la scelta progettuale è quella di introdurre un gesto chiaro e dichiarato: un nuovo volume architettonico sul lato nord, in adiacenza all’edificio storico, che amplia la superficie commerciale e ospita spazi accessori funzionali.

Questo ampliamento non mimetizza il nuovo intervento, ma ne rivendica la contemporaneità attraverso materiali e forme attuali, senza mai compromettere la percezione dell’edificio storico. Al contrario, il contrasto controllato tra antico e nuovo diventa uno strumento di valorizzazione reciproca.



Il collegamento verticale tra i livelli è affidato a un nuovo vano scala con ascensore, collocato nel volume centrale esistente. Originariamente sviluppato su un solo piano, questo corpo viene sopraelevato con l’aggiunta di due nuovi livelli, assumendo un ruolo chiave sia dal punto di vista funzionale sia architettonico. L’intervento garantisce piena accessibilità, secondo criteri di inclusività e abbattimento delle barriere architettoniche, ma diventa anche elemento simbolico del progetto.



Le nuove facciate del volume sopraelevato, parzialmente vetrate, introducono leggerezza e trasparenza, mentre una scultorea parete metallica verticale, realizzata in lamiera riflettente, si impone come vero landmark urbano. Questo rivestimento enfatizza la verticalità della torre, cattura luce, cielo e movimento e si apre con finestre verticali che rendono visibili le funzioni interne.



La parete metallica si estende infine in orizzontale, trasformandosi in una pensilina aggettante che protegge l’area pubblica antistante l’ingresso principale. Un gesto architettonico che non è solo funzionale, ma che rafforza il carattere pubblico, aperto e contemporaneo di un edificio che torna a essere protagonista della città.

 
 
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