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Interno ed esterno: abitare la soglia

comunicazione832
11 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

Nel lavoro di And Studio Architects, il rapporto tra interno ed esterno non è mai affidato a una semplice apertura vetrata. È piuttosto un tema compositivo che riguarda la luce, il paesaggio, la materia e il modo in cui gli spazi vengono attraversati. La soglia diventa così un luogo abitabile: non una linea di separazione, ma una zona di passaggio capace di mettere in relazione casa, natura e percezione.



Villa Benchakroun, in Marocco, interpreta questo rapporto attraverso il contrasto tra la compattezza del volume superiore e la trasparenza del piano terra. Le grandi superfici vetrate dissolvono il confine della zona giorno, lasciando entrare nella vita domestica la vegetazione, la piscina e il cielo. Cucina e living si prolungano verso il giardino, mentre la luce naturale attraversa ambienti dalle tonalità neutre e dalle superfici tattili. L’esterno non è quindi un fondale, ma una presenza continua che modifica l’atmosfera della casa durante la giornata.



A Palazzo San Jacopo, nel centro storico di Lucca, la relazione con l’esterno assume un carattere più urbano, raccolto e selettivo. Le finestre diventano vere e proprie cornici attraverso cui osservare i tetti, gli alberi, il tessuto storico e il corso d’acqua che attraversa la città. Aperture ad arco, infissi, grate in ferro e piccoli balconi costruiscono una successione di filtri che protegge l’intimità degli interni senza interrompere il rapporto visivo con il contesto.



In questo caso, l’esterno non entra nella casa attraverso una completa trasparenza, ma mediante scorci calibrati. La luce disegna le profonde imbotti delle finestre, si riflette sui pavimenti e sottolinea la geometria degli elementi storici. Anche la terrazza panoramica amplia lo spazio abitato verso il paesaggio urbano, offrendo una visione aperta sui tetti di Lucca e sui rilievi circostanti. Il recupero dell’edificio restituisce così valore alle aperture esistenti, trasformandole in punti di osservazione privilegiati sulla città.



In Villa Tia, a Bientina, la relazione con l’esterno nasce invece dalla morfologia del terreno e dalla costruzione dello sguardo. La zona notte si inserisce nella pendenza naturale, mentre il volume della zona giorno si estende lungo l’asse est-ovest e diventa un vero cannocchiale visivo verso la valle. Gli spazi interni catturano immagini, luce e colori della campagna, trasformando il paesaggio in parte integrante della composizione architettonica.

Tre progetti, tre interpretazioni complementari: dissolvere il limite, abitare la soglia, incorniciare il paesaggio. In ciascun caso, interno ed esterno partecipano a un unico organismo, nel quale l’architettura non si limita a occupare un luogo, ma costruisce relazioni profonde con ciò che la circonda. Per And Studio Architects, abitare significa anche questo: percepire il mutare della luce, attraversare spazi intermedi e riconoscere nella natura una componente essenziale dell’esperienza domestica.

 
 
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