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Riad a Marrakech

comunicazione832
11 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Il progetto del Riad nasce dall’incontro tra tradizione marocchina e ospitalità contemporanea. L’obiettivo è reinterpretare un modello abitativo storico senza snaturarne l’identità, trasformando gli spazi in un’esperienza intima, raffinata e profondamente legata al luogo.



Il cuore del progetto è il patio centrale, elemento generatore dell’intero impianto. Attorno a questo vuoto luminoso si organizzano gli spazi comuni, le suites e i percorsi verticali, secondo una sequenza che alterna apertura e raccoglimento. Il patio non è soltanto uno spazio distributivo, ma diventa il centro simbolico della casa: un luogo di sosta, relazione e contemplazione, dove acqua, vegetazione e luce costruiscono un’atmosfera sospesa.



La materia gioca un ruolo fondamentale nella definizione dell’identità del Riad. Le superfici decorate, i pavimenti a mosaico, le finiture materiche, il legno intagliato e le lanterne evocano la memoria dell’architettura marocchina, traducendola in un linguaggio contemporaneo e misurato. Ogni dettaglio contribuisce a creare un equilibrio tra artigianalità e progetto, tra decorazione e spazio.



La luce è trattata come un materiale vivo. Di giorno attraversa archi, corti e aperture, disegnando ombre leggere sulle pareti e sui pavimenti; di sera viene filtrata dalle lanterne, trasformando gli ambienti in scenografie calde e accoglienti. Gli spazi interni, dalla reception alle camere, mantengono questa continuità atmosferica, costruendo un racconto coerente tra accoglienza, intimità e comfort.



Il progetto organizza il Riad su più livelli: al piano terra trovano spazio reception, boutique, salon, cucina e prime suites; al piano superiore si distribuiscono le camere; in copertura, la terrazza diventa un ulteriore luogo di vita, con spazi comuni, solarium e piscina.

Ne nasce un’architettura dell’ascolto, capace di valorizzare la memoria del luogo e trasformarla in una nuova esperienza dell’abitare. Un Riad pensato non solo come struttura ricettiva, ma come racconto spaziale fatto di luce, materia, silenzio e relazione.

 
 
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