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In equilibrio tra passato e innovazione

  • comunicazione832
  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Ci sono luoghi che aspettano solo di essere ascoltati. Palazzo San Jacopo, nel cuore del centro storico di Lucca, era uno di questi: un edificio antico, affacciato sulla via del Fosso, che per anni aveva smesso di raccontare la propria storia, lasciato in un silenzio fatto di abbandono e promesse sospese. Oggi, però, quel silenzio si è trasformato in occasione: una grande opportunità di rigenerazione urbana che sta finalmente prendendo forma.



Il progetto firmato da Studio Litote e Andstudio nasce proprio da qui: dall’idea che il valore di un luogo non si recupera cancellando il passato, ma restituendogli voce attraverso un approccio rispettoso e contemporaneo. L’obiettivo? Trovare un equilibrio autentico tra conservazione dell’esistente e innovazione, combinando la ricchezza storica dell’edificio con soluzioni moderne e tecnologie all’avanguardia.



La riqualificazione di Palazzo San Jacopo è totale, ma delicata. Ogni scelta progettuale nasce da un dialogo continuo con il contesto lucchese: le bifore, le balaustre, i balconi in ferro battuto, le aperture ad arco, persino i toni caldi della facciata, in armonia con i palazzi del centro storico, sono stati recuperati e valorizzati. Non come semplici elementi decorativi, ma come frammenti di identità.



In questa cornice unica – nel settore nord-orientale del centro storico, a ridosso delle Mura e a due passi da Porta San Jacopo – l’antico opificio si prepara a diventare una moderna residenza, pensata per offrire spazi confortevoli, funzionali e dal design raffinato. Una casa che guarda al futuro senza dimenticare il proprio passato.



La posizione strategica del palazzo, vicina a Porta Santa Maria e ben connessa con l’esterno della città, lo rende un punto di incontro perfetto tra la quiete del centro e la praticità dei collegamenti. Ma soprattutto diventa un tassello importante per la rigenerazione di un’intera area urbana che attendeva da tempo un nuovo slancio.



Sono serviti diciotto mesi per compiere questa trasformazione: un percorso complesso, appassionato, condiviso. Un lavoro portato avanti con coraggio e dedizione, nella certezza che questo intervento non avrebbe riportato in vita solo un edificio, ma avrebbe acceso un processo più ampio, destinato a proseguire con la stessa responsabilità.



Oggi, Palazzo San Jacopo ha finalmente un nuovo inizio.E questo nuovo inizio è anche un grazie: a chi ci ha creduto, a chi ci ha lavorato, a chi ha reso possibile il ritorno alla vita di un pezzo di città.

 
 
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