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Villa Benchakroun

  • comunicazione832
  • 15 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

C’è un momento della giornata, in Marocco, in cui la luce radente accarezza le superfici architettoniche come un velo sottile. È allora che la Villa Benchakroun rivela il suo carattere più autentico: un equilibrio misurato tra forza materica e leggerezza, tra geometrie rigorose e linee morbide. Progettata da AND Studio Architects, la villa nasce da un dialogo profondo con il paesaggio mediterraneo e con la tradizione costruttiva locale, reinterpretata attraverso uno sguardo radicalmente contemporaneo.



All’esterno domina la monoliticità delle parti opache: un volume compatto, terroso, quasi scavato nella materia. Le sue superfici piene, silenziose ed essenziali, evocano le architetture vernacolari del deserto. Eppure, a interrompere questa solidità, emergono incavi e aperture scolpite, caratterizzate da una poetica della curva che addolcisce ogni bordo. Le finestre assumono forme organiche, quasi disegnate dal vento, mentre gli archi a tutto sesto richiamano un lessico arcaico, reinterpretato con sensibilità contemporanea.



Il piano terra, completamente vetrato, introduce la controparte leggera del progetto: la trasparenza. Le ampie superfici continue dissolvono il confine tra interno ed esterno, lasciando che la vegetazione, la piscina e il cielo entrino nella vita quotidiana della casa. La pesantezza del grande volume superiore sembra così sospesa su una base luminosa, creando un contrasto armonico tra matericità e sospensione.



All’interno, la curva ritorna come gesto ricorrente: negli archi che scandiscono i passaggi, nel profilo morbido della scala scultorea, nella modellazione delle nicchie e degli imbotti. È una grammatica formale che accompagna il movimento, invitando chi entra a seguire percorsi fluidi, senza brusche interruzioni.



Le tonalità neutre, le superfici tattili e l’uso calibrato della luce naturale costruiscono ambienti che respirano, mentre l’arredo—morbido, elegante, essenziale—accentua il carattere contemplativo degli spazi. La cucina e la zona giorno si aprono verso il giardino con leggerezza, trasformando l’abitare in un’esperienza continua con il paesaggio.



La Villa Benchakroun è un esercizio di equilibrio: tra pieno e vuoto, opaco e trasparente, radici e modernità. Una casa che non si limita a essere abitata, ma che costruisce un’esperienza sensoriale, dove la forma diventa narrazione e la luce, ogni giorno, riscrive l’architettura.

 
 
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